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Sergio Rossi

Gabriele Simongini

Werner Bortolotti

Rocco Familiari

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Fraddosio conosce come pochi i risvolti più segreti della materia, sia essa legno, pietra, cartone, cemento, sa quale ordine interno si celi dietro il caos apparente o al contrario come la più classica delle strutture nasconda in sé abissi di ignoto...

Fraddosio esprime l'inquietudine di una materia che dà immagine a quelle che si potrebbero chiamare "cartografie dello spirito", fatte di avvallamenti, anfratti, dirupi, sentieri interrotti, crepacci, pendii dilavati...L'opera varia col mutare della luce e del punto di vista e si svela poco a poco secondo la capacità dell'osservatore di mettersi in gioco e di avventurarsi nella scoperta...

Grigi scabri, somme di bianco con punte di nero, tagli improvvisi, un senso di bianca decomposizione come di un paesaggio men che lunare, senza tracce di umanità sembrano il giusto contraltare alle tele di sacco che Burri espose per rendere visibile al mondo il suo paesaggio interiore bruciato. In queste opere il vuoto è maggiore, il paesaggio è definitivamente decomposto....

Inimmaginabile una parete senza una struttura da sostenere, uno spazio da dividere o da rinserrare, uomini da separare o da proteggere. Questa di Fraddosio lo è: una parete che racchiude in se stessa lo spazio, una parete-totem di fronte alla quale è inutile chiedersi cosa ci nasconda, da cosa ci separi. Una parete specchio che riflette le nostre inquietudini e ci restituisce l’immagine delle nostre deformità, quelle che cerchiamo di celare agli altri, diventando noi stessi una parete

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Pedrag Mattvejević

Le sue “Tensioni e Torsioni”, vere “compressioni esplosive”, trasformano nello stesso tempo la forma e il contenuto. Entrano in gioco le varietà o le qualità dei materiali di cui l’artista si serve: ferro, legno, tela, forse pure certe specie di catrame, di carbone o cemento, di gesso anche, e di Dio sa che altro ancora…

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